Martedì 23 gennaio h 10.15

al Teatro Villoresi di Monza

di e con Stefano Baffetti

compagnia Associazione BottegArt (bottega artigiana della creatività e dei diritti umani)

 

L'isola degli uomini

tema giornata della memoria
linguaggio narrazione
durata 70 minuti
età consigliata 12-19 anni

biglietti interi € 8,50

biglietti ridotti € 7

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scheda didattica

Lo spettacolo è una riduzione teatrale di un fatto storico accaduto nel giugno del 1944 a Isola Maggiore nel lago Trasimeno in provincia di Perugia. La vicenda, narrata sotto forma di monologo, riguarda l’impresa di quindici pescatori dell’isola che, coordinati dal parroco don Ottavio Posta, trassero in salvo ventisei ebrei destinati alla deportazione. La bellezza di questa storia, oltre al suo felice epilogo, pur contrassegnato da tragici eventi che ne hanno fatto da cornice, è l’assoluta semplicità di come nell’arco di un istante quindici pescatori di un piccolo borgo circondato dall’acqua si siano trasformati in eroi mettendo a repentaglio la loro vita per salvare degli sconosciuti senza mai discutere sull’assoluta giustezza di ciò che andava fatto: andava fatto e basta.
Ciò che emerge dall’analisi delle fonti storiche, e, soprattutto ciò che sorprende, è l’assoluta innocenza e il coraggio con cui la piccola comunità ha affrontato la tragedia della guerra. Un piccolo borgo che, nonostante sia stato letteralmente travolto, nella sua quotidianità, dal conflitto, ha saputo mantenere la propria identità. Il monologo si muove tra narrazione e fantasia (anche con momenti comici e grotteschi oltre che tragici), e mira a mantenere vivo nello spettatore il contrasto tra l’umanità degli isolani e l’assurdità della crescente tragedia.
Le fonti da cui è tratto lo spettacolo sono essenzialmente di due tipi: saggi e testimonianze dirette. I testi riguardano la persecuzione degli ebrei in Umbria, raccolte di memorie di autori locali, un saggio sulla figura di don Ottavio Posta e alcuni volumi di storia locale su Isola Maggiore. Le testimonianze orali raccolte si basano sulle memorie di alcuni isolani. Tra tutte la testimonianza di Agostino Piazzesi, uno dei pescatori che parteciparono al salvataggio degli ebrei. Il ricordo di Agostino è parte integrante dell’opera e interviene come voce fuoricampo. Apre e chiude lo spettacolo e contribuisce alla descrizione della figura di don Posta. La voce di Agostino, la sua bellezza, la sua profondità, traccia il solco emotivo e concettuale nel quale comincia, si sviluppa e si chiude lo spettacolo.

l'isola degli uomini
l'isola di baffetti a monza

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